Immaginiamo una sorta di schema, formato da tre punti da individuare. Il primo punto riguarda le nostre capacità, cosa sappiamo fare, quali sono le doti naturali, quali le risorse territoriali, le amicizie e le conoscenze da poter utilizzare. A che fine? Ecco il secondo punto: il progetto. È necessario individuare il proprio, quello che vogliamo fare, quello che ci interessa, il nostro desiderio profondo che ci dà realizzazione: individuare quindi le risorse e dar loro un indirizzo. Infine al terzo punto: la costanza, l’azione giornaliera mirata alla costruzione del nostro progetto. Alla fine della giornata dobbiamo poter dire che abbiamo posizionato un mattone in più per il progetto. Secondo l’
Ontopsicologia è una buona abitudine scrivere e riempire i punti dello schema, per capire – ad esempio – quali sono le nostre potenzialità, cosa vogliamo fare, come impiegarli, qual è il nostro progetto e come far corrispondere tutto.